Beppe Grillo non è andato a “consultare” è andato a dimostrare che se serve può fare la voce grossa con chiunque persino con un “ragazzo buono” in balia di un “sistema marcio”. Ha ribadito le granitiche posizioni del M5S e lo ha fatto in diretta, davanti alla Rete e agli Italiani… perché Grillo sa bene come funzionano i media.

Non è stata una consultazione (e per Grillo non doveva esserlo) ma una mossa politica, né più né meno. Giusta o sbagliata per il Paese non spetta a me dirlo …senza dubbio comunicativamente vincente. Perché? Perché finalizzata a polarizzare un elettorato ammorbidito dai repentini e speranzosi sviluppi politici e a indebolire un avversario.

grillo-renzi-consultazione

Il leader del M5S non stava parlando con Matteo Renzi, non ne aveva alcuna intenzione, stava strategicamente parlando con:

  • tutto l’elettorato
    L’atteggiamento paterno “sei un ragazzo buono, non ce l’ho con te ma con quello che rappresenti, con i poteri forte che ti sostengono” serve a far apparire l’avversario buono, cioè debole, e giovane, cioè inesperto; incapace di contrastare i poteri che hanno portato allo sfascio il paese.
  •  i suoi sostenitori
    Il non far parlare l’avversario, l’incalzarlo costantemente serve a inviare un forte messaggio ai propri elettori: non temete, siamo stati sempre irremovibili e lo siamo tuttora persino con l’uomo che a detta degli altri sembra impersonare la salvezza per il Paese.

Non sto esprimendo in alcun modo un’opinione politica ma solo ed esclusivamente una mia impressione sull’accaduto da un punto di vista comunicativo e strategico.