Il fatto: Getty Images ha da poco annunciato che di aver gratuitamente aperto il suo immenso archivio fotografico. Cioè? In pratica la maggior parte delle loro foto (spesso di qualità davvero notevole) saranno liberamente utilizzabili da chiunque purché lo scopo non sia commerciale (specificando di considerare non commerciale l’uso di foto su siti o blog in cui sono presenti banner pubblicitari). Per la precisione ciascuna immagine sarà solo incorporabile -come succede già per i video di Youtube- nel nostro sito o blog, il file quindi continuerà quindi ad essere ospitato sul server di Getty Images e verrà semplicemente “riflessa” tramite un piccolo codice HTML. In questo modo potremo usufruire dell’immagine per abbellire o accompagnare un nostro testo senza dover acquistare il file; l’autore dello scatto apparirà in modo evidente in una fascetta sottostante la foto (vedi qui sotto).


Questo annuncio ha alzato un polverone perché è una novità ha numerosi implicazioni che toccano non solo l’aspetto economico ma anche le problematiche legate al diritto d’autore. Per la piattaforma rappresenta un cambio epocale ma anche per i fotografi che ogni giorno vendono le proprie foto proprio su Getty Images questa nuova politica avrà infatti conseguenze significative.

Ho raccolto questi tre articoli per permetterti di capire meglio cosa comporta tutto ciò.

Cosa è successo esattamente?

Come sempre Il Post è riuscito a riassumere in poche righe le informazioni principali sulla vicenda e a offrire una visione d’insieme piuttosto completa:

Le foto di Getty Images libere, per tutti
Con questa soluzione quelli di Getty Images confidano di risolvere almeno in parte il problema dell’uso selvaggio delle loro fotografie online, pubblicate spesso in giro senza crediti verso il fotografo e senza indicazioni precise sulla loro provenienza. Il nuovo sistema è da un lato il riconoscimento dell’impossibilità di trovare un sistema efficace per farsi pagare da tutti le foto che circolano online coperte da diritti, ma da un altro punto di vista è comunque un esperimento interessante per provare vie alternative che consentano di ricavare comunque qualche soldo, almeno in futuro.
Leggi tutto l’articolo qui.

Vantaggi per Getty, svantaggi per i fotografi

Michele Smargiassi sul suo blog Fotocrazia su Repubblica.it ha delineato quelle che sono le motivazioni che hanno spinto la piattaforma a prendere questa decisione e quali saranno le principali conseguenze economiche per tutti i fotografi e culturali per il ruolo assunto dall’immagine nel consumo di contenuti digitali.

A foto donata, meglio guardare in bocca

Dall’altra, questo cambio di strategia sposta solo il baricentro commerciale da una modalità di sfruttamento delle immagini a un’altra. Da merce in vendita per il suo valore specifico, la fotografia diventa ora uno strumento intermedio per realizzare altri profitti: diventa un contenitore pubbliciario, o un acchiappa-clic per operazioni di raccolta dati di marketing.
Dunque nessuno ha molto di cui gioire: né gli apostoli del no-copyright, che vedono rienntrare dalla finestra quel che pareva uscito dalla porta, né i gestori di pagine Web, che le mettono a disposizione degli inserzionisti in uno scambio che mi pare difficilmente equo, né i fotografi che ri riducono ad allevatori di specchietti per allodole.
Leggi tutto l’articolo

Pensiamo positivo, non tutto è perduto

Luca Pianigiani dà una visione di questo cambiamento per alcuni aspetti in sintonia con Smargiassi ma su altri aspetti offre un punto di vista alternativo e propositivo sottolineando che forse non tutto il male viene per nuocere.

Dalla Gratis! (una proposta di Getty Images)

I vantaggi non sono solo per Getty Images: blogger, piccoli editori sul web, creatori di contenuti digitali che richiedono e impongono una connessione internet possono usare questa soluzione per proporre prodotti di maggiore enfasi e qualità, dal punto di vista dell’immagine, senza per questo innalzare i propri costi. Ma questo va anche a vantaggio degli autori fotografi: quelli di Getty Images, che potranno sfruttare una promozione molto forte sul tutto il “territorio” del web. In pratica, venderanno di più perché il loro prodotto sarà molto più visibile, e visto che solo una piccola parte delle esigenze di fotografie potranno sfruttare questa opzione “gratuita”, per tutti gli altri potenziali acquirenti ci sarà da sborsare dei soldi (la stessa foto in questione, può costare da 15 a 339 euro, a seconda delle esigenze “dimensionali”).
Leggi tutto l’articolo

E tu cosa ne pensi di questo cambiamento?
Se sei un blogger probabilmente ne sarai entusiasta, se sei un fotografo sarai alquanto perplesso. Io ho sia un blog che ha bisogno di immagini sempre nuove e di qualità ma sono anche un fotografo (anche se non vendo su Getty Images) e ammetto che mi è difficile farmi un’opinione precisa a riguardo.