Una panoramica generale di quelle che sono alcune delle strategia di base utilizzate nel marketing e nella comunicazione pubblicitaria. Una cosa bisogna sempre tenere presente: in pubblicità quasi niente è affidato al caso e i pubblicitari molto probabilmente ti conoscono meglio di quanto tu non conosca te stesso; se così non fosse fanno comunque di tutto per avvicinarcisi il più possibile.

  1. l’uso dell’immaginario sessuale per catturarci grazie alla chimica

    Il principio base è quello dell’associazione positiva. Quando il nostro occhio vede qualcosa che consideriamo attraente il cervello invia il comando di produrre ormoni, si crea così un’associazione piacevole con ciò che stiamo guardando. Ecco perché immagini provocanti e sessuali vengono utilizzate anche se non hanno assolutamente niente a che fare col prodotto pubblicizzato. donne pubblicità sessouomini pubblicità sesso

  2. affiancare il marchio ad una causa che sta a cuore

    Avvicinare un marchio o un prodotto a una causa che sta a cuore alle persone è un modo per far sembrare il “brand” umano e farlo apparire agli occhi del consumatore più meritevole di quanto non sia in realtà. Si tratta di una deriva del cause marketing o marketing sociale. ways-advertisers-manipulate-us-into-buying-their-products-19 ways-advertisers-manipulate-us-into-buying-their-products-7
    Alcune aziende sono realmente interessate a fare del bene – accettando tuttavia ben volentieri il feedback positivo che deriva da questa azione – ma per altre si tratta di una semplice strategia di vendita. . Fece molto discutere ad esempio il caso di NFL che nonostante l’imponente campagna contro il cancro femminile impiegò solo l’8,1% degli introiti derivanti dalla campagna nella ricerca scientifica.

  3. trasmettere al consumatore insicurezza sul proprio aspetto fisico

    Questa strategia viene applicata soprattutto nel settore della cura personale e del benessere. Far sentire il consumatore inadeguato lo spinge a fare il possibile per eliminare quella sensazione e colmare quel vuoto. Qualche hanno fa ebbe un incredibile successo la campagna pubblicitaria Dove “Bellezza autentica” intenzionata a ribaltare questa strategia.

  4. se non puoi convincerli confondili

    Usare termini pseudo-scientifici e fare riferimento a ricerche ufficiali serve a rendere il proprio prodotto più credibile ma spesso queste informazioni non sono del tutto corrette o verosimili, lo sono quanto basta ad essere considerati legali e non palesemente ingannevoli.stratege pubblicitarie pseudoscienza

  5. confidenza e improvvisazione per tranquillizzare il consumatore

    Molte campagne vengono impostate in modo da sembrare assolutamente spontanee, improvvisate e informali… pensa alle molte televendite in cui il testimonial racconta con stile confidenziale la propria esperienza con un problema e uno specifico prodotto (la soluzione)? Dare l’impressione che la pubblicità non sia stata scritta e progettata anticipatamente mette a suo agio il potenziale consumatore e alimenta la sua fiducia.

  6.  inventare una necessità mai esistita prima

    Per molti prodotti la pubblicità è in grado di trasmettere una necessità fittizia mai esistita prima. Questa strategia consiste nel convincere il consumatore che alcuni oggetti che ha ignorato fino a quel momento rappresentano al contrario un qualcosa di assolutamente insostituibile nella sua vita quotidiana. pubblicità necessità fittizia

  7. i social media per sembrare amici

    l’uso dei social media ha lo scopo, oltre a quello di targhettizzazione del pubblico e relativa vendita, di far sembrare un marchio o un prodotto più amichevole. strategia pubblicitarie social

  8. i colori per suscitare in noi delle emozioni specifiche

    L’influenza dei colori sullo stato d’animo umano è una teoria ormai accettata da gran parte del mondo accademico e scientifico. Ecco perché molti marchi usano quei colori che permettono di suscitare o amplificare la sensazione che si desidera domini la decisione del consumatore. Il rosso ad esempio fa venire fame e sete, il blu trasmette sicurezza.

  9. odori e profumi per imprimere una sensazione

    La corteccia olfattiva nel nostro cervello è collocata all’interno della sistema limbico, cioè quella parte del cervello che elabora le emozioni. Questo significa che tendiamo a creare delle fortissime associazioni tra i profumi, le emozioni e successivamente i ricordi. Questa strategia è applicata ad esempio da Abercrombie & Fitch nei propri store in cui il forte profumo immesso nell’aria è tale da dare quasi fastidio.

  10. la musica per emozionare e coinvolgimento

    Ovviamente anche la musica è un potente veicolo di un messaggio pubblicitario, attira l’attenzione, trasmette emozione, facilità l’obiettivo di creare nel consumatore un coinvolgimento di qualsiasi tipo. Nella maggior parte dei casi viene usata per trasmettere gioia o emotività.

  11. distrarre con l’uso di mascotte tenere o parodistiche

    La mascotte permette di distrarre il consumatore dal fatto che l’azienda sta proponendo un prodotto esattamente uguale a quello della concorrenza. La mascotte è simpatica o tenera, diverte e soprattutto dà un volto al brand.
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  12. l’umorismo e l’ironia per nascondere che un prodotto non è salutare

    L’umorismo può essere un’ottima strategia di distrazione per distogliere l’attenzione del consumatore dal fatto che il prodotto pubblicizzato non è affatto salutare.
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  13. la carta nostalgia

    In base al proprio target principale la nostalgia è una carta che può sempre essere utilizzata per coinvolgere e persuadere il consumatore. Recentemente Microsoft ha puntato proprio su questo tipo di comunicazione pubblicitaria.

  14. la sensazione di emergenza data da un’offerta limitata

    Questa strategia è basata sulla “teoria del prospetto” che dimostra come gli individui si preoccupino più facilmente del fatto di perdere qualcosa piuttosto che di ottenerlo. Le offerte limitate fanno leva proprio su questa dinamica mentale perché nessuno desidera perdere un’occasione che ci viene offerta per un periodo limitato.
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  15. la strategia del martellamento

    Alcuni brand decidono di attuare la strategia del martellamento ovvero fare in modo che il consumatore “subisca” quando più frequentemente possibile un messaggio pubblicitario così da imprimere nella sua mente il prodotto e non dargli spazio per accorgersi di quelli concorrenti.

  16. cavalcare l’onda

    La strategia di sfruttare meme o totem rilevanti per la cultura POPolare così da risultare riconoscibili dai consumatori.
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  17. i bambini come potenti persuasori

    Persino l’utilizzo di bambini al di fuori di un contesto diciamo normale possono essere una strategia pubblicitaria per instaurare un feeling con l’individuo che “consuma” la pubblicità e trasmettere gioia.

  18. la scontistica e la fiducia nella pigrizia del consumatore

    La progettazione di campagne di scontistica sono un ottimo sistema per attirare clienti ma la maggior parte dei marchi le struttura in modo tale che poterne usufruire rappresenti per il consumatore un impegno troppo faticoso: fa cioè affidamento sulla nostra pigrizia e preferisce rischiare sapendo che riprenderà l’investimento e ci perderà in realtà molto poco.

  19. improbabili festività per sollecitare il compratore

    Ciò avviene in misura inferiore nel nostro paese e nella nostra cultura ma in quella anglosassone abbondano le ricorrenze “farlocche” create e riesumate appositamente dalle aziende per dare vita a pretesti tramite i quali spingere i consumatori a fare acquisti.

  20. idealizzare il prodotto

    In particolar modo nel settore alimentare i prodotti devono essere idealizzati, non ci viene proposto il prodotto reale ma una sua forma idealizzata, quasi metafisica. Solo in questo modo un panino potrà sembrare assolutamente favoloso: dietro un’immagine pubblicitaria di un panino o di un altro genere alimentare possono esserci ore e ore di lavoro di un team di professionisti impegnato a realizzare la composizione perfetta, quasi irreale.
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  21. ogni cosa a suo tempo

    Un investimento pubblicitario, specialmente se cospicuo, viene sempre studiato in ogni minimo dettaglio quindi: gli orari di trasmissioni di uno spot, la collocazione di un cartellone pubblicitario o addirittura la posizione di un determinato prodotto in un supermercato non sono mai casuali. Ognuno di questi dettagli ha lo scopo di ottimizzare la spesa: “colpire” il consumatore nel miglior momento e luogo possibili.

Queste sono solo alcune delle più diffuse tecniche di persuasione pubblicitaria ma ne esistono altrettante e ugualmente importanti come ad esempio lo storytelling o le strategie di branding.

fonte principale | distractify.com