blog-personalbranding-lavatriceOramai è inutile, se lavori nel web ma non hai un blog e un’immagine profilo “patinata” non sei nessuno. E’ così… per tutti… me compreso, tranne che per la foto, a quella c’ho rinunciato.

Molti di noi sono realmente ossessionati dal prendersi cura del proprio personal branding e lo sono così tanto da non accorgersi che: sono solo una goccia in un mare di professionisti che fa esattamente la stessa cosa.

Le azioni standard ripetute all’infinito pensando di essere originali o vincenti?

  • beh aprire un blog che parla di blog e social media, tanto ormai tira più un like di un… son curioso di vedere quanto dura ‘sta moda;
  • pubblicare guide e post-tutorial “definitivi”, “i più completi”, “gratis basta che ti iscrivi alla mia newsletter”. Mi chiedo con che coraggio alcuni usano il termine “definitivo” quando è palese che il mondo del web e dei social media subisce aggiornamenti significativi praticamente ogni 15 giorni… ma definitivo “de che”?!;
  • pubblicare foto di se stessi (soggetti principali: piedi con notebook, schermo con dietro panorama mozzafiato e dove la natura lo permette selfie come se non ci fosse un domani)  per sbandierare che sei freelance (tradotto: “devo pagare le bollette, guarda quanto so’ caruccio dammi un lavoro”), per far vedere che te lavori divertendoti, che lavori anche la notte da quanti clienti hai, che sei amico di tizio e caio e che vi invitano a tutti i blogtour perché la vostra opinione sposta le masse;
  • lisciare gli altri colleghi/blogger/fuffologi a prescindere dalla loro competenza e dalla loro bravura… tanto tutto fa brodo;

Amico io sono il primo a dire che sei fotogenico! Sei un genio del male che sarà sempre 10 passi davanti a me, è così e me ne sono fatto una ragione… ma invece di un sito fighetto fammi almeno vedere quali “aziende” hanno deciso di darti prima di me la stessa fiducia.

Da quando il blog responsivo, la biografia irriverente/ruffiana/finta-distaccata sono diventati più importanti del portfolio?

Scriviamo tutti delle stesse cose, ci relazioniamo con le stesse “webstar”, abbiamo pubblicato una guida digitale di dubbia qualità su come si diventa blogger, abbiamo tutti una newsletter che manco Obama, spammiamo una pagina Facebook col nostro nome e cognome… ok… e quindi? Qual è il passo successivo? Il nostro valore aggiunto?

Da quando prendersi cura della propria reputazione online è diventata un’ossessiva strategia per vendere il nuovissimo modello di lavatrice assolutamente identico a quello precedente ma (a detta nostra) più figo?

Ognuno ha il diritto di avere un proprio posto al sole ci mancherebbe, persino io altrimenti le rate della macchina come me le pago ma di questo passo non rischiamo di trovarci protagonisti di una triste televendita tra un primo tempo e l’altro della trasmissione?

immagine | withlovefromadelaide.wordpress.com