Scrivere è una delle vie per l’evoluzione e l’evoluzione ha necessità di tempo.
Mauro Sandrini

scrivi-tempo-matteo-pezziInizialmente avevo deciso per intitolare questo post “un libro per riappropriarsi del tempo” poi mi sono detto “ma allora non hai capito proprio nulla?“. Come giustamente sottolinea Mauro Sandrini (@maurosandrini) nella prefazione il tempo non lo abbiamo, nel senso che non ci appartiene né ci è mai appartenuto. Il presupposto per cui la nostra società lo concepisce come una merce di proprietà che possiamo vendere e scambiare è sbagliato alla base.

Il libro di Matteo Pezzi è quello che mi sento definire un piccolo grande libro (come mi piace spesso definire anche Smarketing, per me una vera e propria Bibbia) perché è una di quelle letture senza troppi fronzoli, dirette, puntuali, filosofiche ma non troppo, pragmatiche ma non troppo. L’autore si rivolge principalmente a chi ama scrivere, a chi lo fa per passione e per lavoro ma molti dei punti chiave della sua “tesi” sono in realtà applicabili a gran parte delle professioni che prevedono un altro grado di concentrazione e di riflessione creativa.

Scrivi, c’è tempo… è fondamentalmente un invito a riappropriarsi non tanto del tempo in se stesso quanto della capacità di godere del piacere che una totale concentrazione su ciò che stiamo facendo ci può dare.

Matteo (lo chiamo per nome pur non conoscendolo perché siamo quasi coetanei e mi sono ritrovato molto nelle sue parole) difende con determinazione quel momento sacro in cui la “penna” (o la tastiera) dà forma ai pensieri di uno scrittore sia esso un giornalista, un autore o un blogger. Un blogger? Già un blogger. Perchè se è vero che oggi ormai tutti ci troviamo immersi in tecnologie fortemente invasive chi scrive per il web è spesso più di altri in balia di notifiche, email, articoli “che devo leggere”, sms e quant’altro. Un’ondata di stimoli che confonde, mette ansia e rende spesso inconcludenti o superficiali.

Se è vero che scrivere è evoluzione, questa lettura ci aiuta a mettere quei paletti, a prendere quelle decisioni e fare quelle scelte che rendono possibile il cambiamento.

Passando dal “principio 80/20” di Richard Koch all’importanza del “bianco” nel design e in una scrivania (vedi White di Kenya Hara) Matteo ci mette di fronte a 7 “maschere” che prima o poi chiunque ami scrivere si è trovato ad indossare. Sette personaggi in cerca di un centro di gravità permanente (o almeno temporaneo) a cui l’autore propone sette possibili soluzioni per raggiungerlo.

scrivere multitasking memeQuanti dei media invasivi che ci circondano e delle letture che riteniamo doverose “ci servono veramente” quando dobbiamo scrivere? Ti sei mai chiesto se il multitasking e la connessione continua siano realmente necessari per quello che stai facendo?

Io lavoro nella comunicazione digitale, quindi per lavoro tendo ad essere sempre connesso, ad avere la posta sempre aperta, il cellulare sulla scrivania ecc. ma nel momento in cui mi sono fermato un attimo, ho aperto la mente concependo di potermi porre queste domande ti assicuro che la mia risposta non è stata scontata come avevo immaginato. La verità è che se devi scrivere o produrre contenuti essere rintracciabile in ogni momento non è necessariamente una peculiarità del tuo ruolo. Il tuo compito è? Fare di tutto per produrre quei contenuti; magari nel minor tempo possibile (ma anche su questo ci sarebbe di che parlare) e nelle migliori condizioni di lavoro possibili.

Gli strumenti si devono adattare alle nostre esigenze e non viceversa, sono stati creati proprio per facilitarci nel raggiungere il nostro obiettivo non nel sommergerci di interazioni controproducenti. “Dobbiamo uscire dal flusso per ricominciare a far fluire le cose

Il valore aggiunto di questo piccolo grande libro? Che non è solo un elenco di frasi motivazionali che invitano al downshifting, tutt’altro. Propone soluzioni pratiche, reali e gratuite a problemi che portano chi scrive a perdersi spesso in un bicchier d’acqua. Ti svelo un segreto che ho imparato da questa lettura: il multitasking non esiste! E Matteo il perché te lo spiega chiaramente nel suo libro.

A chi consiglio questo libro: a chiunque si trovi per lavoro o passione a scrivere, a chiunque non si senta mai all’alezza per farlo, ai blogger, ai social media cosi, ai webwriter e ai community manager.
Stacchiamoci ogni tanto da delle catene digitali che ci siamo autoimposti, scandiamo i tempi, rispettiamo le conversazioni reali, non condividiamo a prescindere, il nostro lavoro e la nostra produttività potranno solo essere migliori.

Il libro è pubblicato sia in versione digitale (1,99 euro) che cartacea (10,00 euro), entrambe presenti su Amazon; 118 pagine, edito da Alkemia Books. Io ho preso la prima versione ma rimedierò presto perché una lettura così va ripetuta periodicamente ed è giusto che sia sempre presente fisicamente sulla scrivania.