Erano da poco passate le 21:00, ero davanti alla TV (chi mi conosce sa che è tutt’altro che un’eccezione) e mentre sfreccio da un canale all’altro mi imbatto in una delle classiche pubblicità che ci vengono proposte in questo periodo: no niente Sandro Mayer che mi invita di comprare Di Più perché mi regala il bikini giallo canarino, era solo lo spot di un gelato.

In questi giorni infatti sulle principali reti televisive nazionali viene trasmesso l’ultimo spot pubblicitario Sammontana, ideato dall’agenzia Auge per il ritorno del Cono Cinque Stelle ed esempio di perfetta sintesi di storytelling, velocità e linguaggio mirato al destinatario.

Abbiamo cercato con un linguaggio nuovo di tornare alle radici dei valori del brand. Il risultato è frutto di una visione comune  e di un modo di lavorare nuovo che ha coinvolto tutti con entusiasmo.
Giorgio Natale Partner e Direttore creativo di Auge

Storytelling

E’ la capacità di raccontare una storia o nel nostro caso di inserire un messaggio promozionale all’interno di un racconto, immergerlo in un susseguirsi di emozioni e sensazioni che giustificano la scelta di fermarsi ad ascoltare il narratore. Questo spot ne è un esempio lampante perché “il saper raccontare storie è una competenza antica, ma oggi ha trovato nuove applicazioni e significati all’interno delle organizzazioni in quanto facilita la diffusione della cultura e della conoscenza, influenza le persone verso il cambiamento e rende la comunicazione più coinvolgente”. *

Lo spot realizzato da Movie Magic sotto la direzione artistica e creativa di Auge, propone una sequenza di immagini di vita quotidiana, emozionali, intime e legate ai ricordi più tipici di un’estate trascorsa tra belle giornate, amori e amicizie. E’ un racconto che parla di spensieratezza e affetto… “lavarsi col mare, asciugarsi col vento, alzare il volume, parlare con Lei”; un racconto in cui i momenti di condivisione legati al Cono Cinque Stelle fanno da filo conduttore.

Velocità

Si tratta di un racconto molto veloce, cadenzato dalla ritmica del beat del narratore/rapper che attira la nostra attenzione, che ricorda la velocità della Rete, dei tweet, degli sms e che rende possibile, ad ogni visione dello spot, percepire un dettaglio nuovo, accorgersi di una parola che ci era sfuggita in precedenza.

Ciò fa sì che sia piacevole rivedere lo spot: ci piace riascoltare quella storia che ogni volta ci regala un qualcosa in più.

Linguaggio

Il linguaggio utilizzato è l’elemento che dimostra più prepotentemente lo studio a monte della realizzazione dello spot. Il brand desidera parlare ad un pubblico ben preciso, i giovani, non solo quindi sceglie un “racconto” in cui la loro immedesimazione sarà pressoché immediata ma si avvale dell’aiuto di uno stile narrativo a cui i ragazzi sono abituati per non dire assuefatti: il rap. La musica rap grazie soprattuto ai talent show, il cui target principale sono i appunto i giovani, negli ultimi tre anni è stata ampiamente resa POPolare anche in Italia. Proprio per questo motivo ad un orecchio attento non sfuggono le volute assonanze tra lo speaker dello spot e il cantante Fedez, di recente confermato nuovo giudice di X-factor Italia.

L’insieme di questi tre fattore fanno di questa pubblicità televisiva uno dei migliori prodotti visti negli ultimi anni, cucita al millimetro sul destinatario finale del messaggio e con un certo ascendente anche sui nostalgici come me.

Aggiornamento 23 giugno
errata corrige: quello che io ho definito erroneamente speaker con assonanze vicine a Fedez è in realtà a sua volta un cantante rap con un ampio seguito, MECNA… mea culpa.

fonti:
– *Telling stories, 2014
– advertiser.it