I social media e la comunicazione digitale come strategie per raccontare in tempo reale le opere teatrali, i festival, i grandi concerti e svelare il dietro le quinte promuovendo gli spettacoli e facilitando l’interazione con la Rete. Caso studio: #neverlandOF del Teatro dell’Opera di Firenze.

Uno degli aspetti più interessanti dei social media (e che sto approfondendo negli ultimi mesi) è a mio avviso senza dubbio lo storytelling, cioè la loro capacità di raccontare una storia sì frammentata su canali diversi ma istantaneamente e da molteplici punti di vista.

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E’ banale a dirsi ma in un momento storico in cui tutte le arti di intrattenimento accusano il colpo della diffusione delle nuove tecnologie digitali proprio questi nuovi canali possono offrire a teatri, arene, musei, festival, compagnie teatrali e produzioni cinematografiche la possibilità di raccontarsi e comunicare tramite dinamiche 2.0 fortemente reticolari, istantanee e interattive. I social media, se usati con metodo e precisione, possono essere l’ariete che abbatte quei muri che riducono oggi molte forme di rappresentazione ad interessi di nicchia se non addirittura di élite. È così che ad esempio un teatro, in nome della presunta trasparenza a cui la Rete ci ha abituato, può rompere un taboo e alzare parte di quel velo difeso a lungo nei secoli mostrando un po’ di ciò che sta dietro all’illusione che ammiriamo in scena. Così facendo può interagire con il pubblico, può creare un filo invisibile tra le persone e le narrazioni, promuovendosi ma anche soprattutto fidelizzando gli spettatori.

I media digitali hanno inoltre l’importante vantaggio di essere estremamente economici rispetto ad altri canali tradizionali e di riuscire a raggiungere comunque un pubblico ampio, questo li rende dei canali assolutamente appetibili per quelle realtà teatrali o artistiche minori con risorse ridotte da investire in pubblicità e comunicazione.

Oltre a quello che ho potuto vivere in prima persona (vedi sotto) in Italia sono già diversi i casi di realtà simili che hanno affidato ai social media una strategia di racconto e ovviamente, di riflesso, anche di promozione; ne segnalo velocemente alcuni:

Il Teatro alla Scala

Presente su tutti i principali social network, Facebook ovviamente (ad oggi 165.156 like) ma anche Twitter (134000 followers ), Instagram (1489 followers), Youtube e Pinterest. Lo staff promuove sì il cartellone ma mostra anche il dietro le quinte, presenta gli artisti e i costumi e le produzione non dimenticando saltuariamente di fornire qualche notizia storica sul Teatro e sulle opere.

Arena di Verona

L’Arena è un altro esempio nostrano molto interessante non solo per la sua abituale comunicazione digitale (Facebook -327mila like-, Twitter -20100 followers-, Youtube, Google+, Foursquare e Pinterest) ma per l’iniziativa di storytelling digitale realizzata nell’estate 2014: Tweet Seats. Si è trattato di un concorso che previa candidatura e selezione metteva a disposizione degli utenti Twitter vincitori un biglietto ridotto per un’Opera “in cambio” del live tweeting (per chi non del settore si tratta del racconto in tempo reale su Twitter) della serata. Tutti i contenuti venivano raccolti in un unico flusso continuo grazie all’uso del tag #inarena.

Altri esempi interessanti da osservare e prendere come casi studio sono il Teatro di San Carlo di Napoli o il Teatro della Pergola di Firenze.

#neverlandOF – l’Opera in 140 caratteri

Questo è uno dei più recenti esempi di racconto digitale dell’Opera e ai quali ho avuto la possibilità di partecipare in prima persona. Si tratta di una iniziativa organizzata dal Teatro dell’Opera di Firenze (Facebook -27290 like-; Twitter -5044 followers-; Instagram -498 followers-; Pinterest e YouTube)   in collaborazione con Opera Voice grazie alla quale ho iniziato a intravedere il reale potenziale dei canali digitali per simili realtà: promozione, community management e customer care verso un pubblico già interessato, racconto e interazione verso un pubblico “estraneo” ma potenziale.

L’iniziativa (ancora in corso) si chiama #neverlandOF e non solo si pone l’obiettivo di selezionare 10 utenti Twitter per raccontare l’Opera in 140 caratteri ma crea una sorta di microcosmo digitale, di casa nel “primo palco a destra”  del Teatro (non è un caso), che ha lo scopo di fare da mediatore tra un mondo tradizionale – forse anche tradizionalista – e il cibernetico – soprattutto frenetico – mondo della Rete i cui tempi repentini fanno a pugni con una metodologia di rappresentazione che richiede tempo e soprattutto pazienza.

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[Il wall all’ingresso del teatro proponeva una selezione dei tweet pubblicati durante la serata.]

Prima di questa esperienza non ero mai stato all’Opera, faccio di parte di quella generazione che ha avuto il primo –e forse unico – approccio con questo mondo a fianco di una indimenticabile Julia Roberts vestita di rosso prima che le si attorcigliassero le budella. Riassumendo quindi decantavo la bellezza delle opere per sentito dire, ascoltavo ogni tanto alcune delle arie più famose ma sostanzialmente l’Opera ed io abbiamo sempre condotto le nostre vite su binari paralleli.

Per la prima volta ho vissuto quindi non solo l’atmosfera elegante e formale dell’ingresso del Teatro ma ho avuto la possibilità di visitare i camerini dove senti gli artisti intonare le scale dietro una porta chiusa per scaldare la voce, dove truccatrici e costumiste apportano gli ultimi ritocchi e dove la seconda comparsa da sinistra e l’ultima da destra prendono il caffè annoiate in attesa che si spengano le luci in sala. In queste prime volte c’è stata quindi la scoperta di un mondo che non conoscevo affatto, un mondo complesso e strutturato, non immediato e difficile da raccontare a quella Rete vorace e insaziabile in cui “o ti comprendo nei primi due secondi oppure passo al contenuto successivo“. È stata comunque una bellissima esperienza e sono felice di aver avuto questa opportunità, #neverlandOF è stato progettato per aprire tre diversi bandi in occasione de I Puritani di Vincenzo Bellini (28 gennaio 2015), di Dido and Æneas/Le jeune homme et la mort (1 marzo 2015) e de La traviata (1 aprile 2015); io ho avuto modo di essere presente alle prime due date, tengo le dita incrociate per la prossima! (se vuoi provare a candidarti qui trovi le informazioni necessarie).

Qui una piccola raccolta di alcuni tweet delle serate per riassumere lo spirito con cui io e gli altri vincitori abbiamo raccontato questa esperienza.

Da ignorante non sono stato molto in grado di raccontare gli avvenimenti della trama e ho cercato di raccontare soprattutto le sensazioni che stavo provando mentre voci e colori dominavano il palcoscenico, a volte con tono serio e a volte in modo ironico e dissacrante come Twitter comanda. Credo che il pregio di #neverlandOF sia stato proprio questo: scegliere anche utenti estranei a questo mondo per condurli in un universo fatto di atti, di libretti e orchestra che difficilmente in altre circostanza avrebbero conosciuto autonomamente.

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Ad ogni serata l’iniziativa prevede di selezione nuovi utenti Twitter senza precludere comunque la candidatura a chi ha già partecipato precedentemente; questo aspetto secondo me può essere un’arma a doppio taglio perché se è vero che in questo modo l’interesse del pubblico digitale rimane comunque alto è anche vero che rischia di essere dispersivo ai fini del racconto. Mi spiego meglio: per chi non conosce il mondo dell’Opera il primo impatto è abbastanza spiazzante, almeno in base alla mia esperienza personale, ambientarsi e comprendere realmente “dove si è” e “cosa si sta osservando” sono azioni che richiedono del tempo minimo di metabolizzazione. Ecco perché, a mio avviso forse, la selezione di un cast digitale unico per tutta la stagione (o per più serate) o almeno comprensivo di nomi fissi e di altri a rotazione renderebbe più semplice ai partecipanti assaporare davvero l’esperienza e soprattutto raccontarla efficacemente online. Al tempo stesso i “seguaci” digitali degli utenti selezionati si abituerebbero ad ascoltare il racconto di questo mondo dalle stesse “voci narranti” e presterebbero probabilmente una maggior attenzione.

Al di là questa osservazione #neverlandOF rimane un esperimento assolutamente interessante che alla luce dei primi dati raccolti dimostra di essere una strategia da affinare ma comunque efficace: più di 200 tweet in entrambe le prime due serate, con migliaia di re-tweet; inoltre l’account ufficiale @maggiomusicale ha avuto un rilevante incremento di followers, da circa 4000 a 5061 (ad oggi).

Qui sotto lo stream in tempo reale dei tweet:


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